Postura epistemica non convenzionale
La mia modalità di lavoro comprime e zippa i contenuti, generando una postura epistemica particolare.
Questa postura mi colloca in un punto di osservazione non lineare, laterale, talvolta fuori luogo rispetto alle prospettive abituali.
È una posizione che non segue la convenzione: apre angoli di lettura inconsueti, introduce varianti analitiche complementari o del tutto fuori scala.
La postura epistemica non convenzionale non è un’anomalia: è un dispositivo.
Permette di cogliere forme che emergono solo quando lo sguardo si sposta in un punto inatteso, rendendo visibile ciò che una lettura ordinaria non intercetterebbe.
È da questa posizione laterale che il metodo prende vita e si espande.