I giovani come operatori tensivi del campo
I ragazzi, i giovani sono agenti del campo, figure ascrivibili ad operatori di campo che si muovono attraverso i campi fornendo feedback alle strategie intrinseche dei campi, non implicite nel significato di “nascosto”, “celato”, semplicemente non sempre lette come tali e strutturate secondo logiche di lettura standard, perché non ancora emerse in contesti di grammatiche di logica di sistemi.
Se i giovani sono operatori di campo, allora la grammatica deve essere calibrata sulla loro modalità di attraversamento, non viceversa.
Questo ribalta completamente la logica didattica, pedagogica, formativa, istituzionale.
Non sono i giovani a doversi adattare alla grammatica.
È la grammatica che deve diventare tensiva, ecologica, giovane per poter leggere il campo.
Patrizio Funai 01 maggio 2026